Sto dormendo. Anzi sonnecchio stancamente. So che sto passando attraverso il tunnel delle decisioni, con la testa sullo schienale della mia macchina, guidata, come sempre, da qualcun altro. Non riesco pero' a stare fermo. Sono inquieto. Mi muovo ancora sul sedile. Scomodo. Chiedo al mio amico di fermarci. Per un attimo. Almeno per un attimo. Apro la portiera, tre passi fuori dalla vettura. Prendo il mio famoso pacchetto di sigarette. E' l'ultima. La accendo, lo accartoccio e lo getto via. E fa rumore, atterrando sul terriccio arido. Mi guardo intorno, niente. Solo orizzonte, qualche cespuglio. Il mio amico aspetta in macchina, ma sa che, in questi casi, deve aspettarmi per qualche minuto. Giusto il tempo per riprendere aria, aria e nicotina. Arrivo al filtro, in meno di quanto mi ricordassi, forse la mia fretta ha preso il sopravvento. Metto il filtro fra pollice e indice e lo tiro via, lontano. Sperando di lasciarvi addosso anche il vizio. E poi mi giro, a passo lento, torno verso la macchina. Una mano sullo sportello, una mano sul tettuccio. E poi mi siedo.
Il mio amico mi guarda, in silenzio. Sa gia' cosa e' successo.
"Vai" gli dico.
E lui parte, diritto, seguendo quella stessa strada di poco prima.
Solo dopo pero', mi rendo conto. Sono seduto davanti, questa volta, e non dormo piu', ma indico la via, avendo come bussola la mia voglia di vita.
Monday, May 28, 2007
Tuesday, January 30, 2007
Cerco
A volte mi fermo un attimo a pensare, a cercare nuove idee per un nuovo libro e a volte mi ritrovo al centro del niente. Niente di interessante intorno a me, niente di particolare, nessuna strana storia da cui prendere spunto. Niente di niente. E allora, come sempre, mi fermo. Mi fermo e cerco di razionalizzare quel momento. Come Andrea De Carlo, su cui mi giunse una voce che diceva che lui e' sempre affamato di uomini. Di uomini, di donne, di storie, di vita. La realta' a volte supera la fantasia e la fantasia, in fondo, non puo' che produrre solo risvolti gia' noti alla storia. Tutto si ripete, tutto e' un ciclo, tranne i particolari. E allora via alla ricerca di particolari, di piccole storie nella storia, di stranezze. Fermatevi a guardare un ragazzo nel bus che piange, come mi e' successo ieri per caso. Puo' piangere per i piu' diversi motivi. Per una persona, per un amore, per qualcosa di successo che non era preventivato. E' la vita e dalla vita bisogna attingere, per scrivere un nuovo libro, se un giorno, per caso, succedera'. Diamo tempo al tempo e tempo alla vita.
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