Tuesday, June 13, 2006

Partita a scacchi (con mio figlio non ancora nato)


Mi siedo. Sospiro per un attimo e cerco di capire esattamente cosa vado a fare. Non colgo bene, forse, quello che in questo Post mi viene concesso e vado avanti quindi con i miei pensieri, un po' non curante, un po' preso forse dalla voglia di giocare a scacchi con qualcuno che non ho conosciuto e che per un po' ancora, non conoscero'.

Prendo la scacchiera, la spolvero, non la uso da tanto. La tengo ben chiusa, con i pezzi quasi mai toccati dall'aria e dalla polvere. Agli scacchi ci tengo. E' un gioco che ho imparato piano piano. Rare le partite con mio padre, che per primo mi ha insegnato a muovere i pezzi, poi le partite al computer e poi con gli amici. Per poi crescere, vincere un po' di piu' e magari lasciarli da parte, per altri giochi piu' noti, meno cervellotici.

Apro la scacchiera e la poggio sul tavolo. Bianco a destra. Sistemo i pezzi. Per me e per il mio avversario. Lui, si, il mio avversario. Li sistemo con cura, uso piu' cura per i suoi che per i miei. Gli cedo i bianchi, i neri li ho sempre odiati. La politica non c'entra. A scacchi i bianchi sono i buoni e, sopratutto, hanno la prima mossa. Tutti schierati i pezzi, aspetto la sua apertura.

E' mio figlio, per quanto io non lo conosca è e rimane tale. So come giocherà, anche se non lo ho mai incontrato. Se farà qualche errore, sarò pronto qua ad aiutarlo e correggerlo. Ovvia la metafora della vita. Il fanciullo, di sua sponte, muove il pedone bianco di fronte al Re. Buona mossa, un po' scontata. Male, bisogna improvvisare. Ma questo si puo' fare anche avanti, non all'inizio, giustamente. Bisogna saperlo fare, bisogna sapere improvvisa. Bravo figlio mio, attendi, giudizioso, prima di prendere decisioni affrettate.

Lo copio nella mossa e la partita si sviluppa. Le difese si aprono, di poco, alla ricerca di un modo per colpire l'avversario. Si muovono solo i pedoni per adesso. Bravo figlio mio. Sii giudizioso. Non lasciarti ingannare e non far scelte sbagliate.
La tua piccola mano si muove sui pezzi con sorprendente agilità. Vedo solo quella, non ti posso guardare negli occhi, quello non mi è concesso. Vedo solo la tua mano che gioca e sento, so, che sei tu.

Rimaniamo in stallo. Tocca al bianco. é lui che ha la prima mossa. Muove un cavallo. Con il suo movimento strano. Il cavallo, quello che va a L. Quello dalle mosse complicate. Bravo figliolo, portati avanti, non lasciarti sorprendere. Non ti difendere per tutta la partita. Metti in crisi il tuo avversario, chiunque esso sia. Abbi inventiva. Abbi compassione e non infierire, non ti tirare indietro quando è il caso di rischiare, sappi valutare pro e contro di ogni cosa. Analizza le perdite eventuali, i disagi futuri che puoi avere. E poi fai la tua mossa. Bravo.

La partita va avanti. Io, piu' esperto, prevedo le tue mosse. Vedo la tua manina che diventa sempre piu' grande, ti sento crescere. Sei davanti a me e ti vedo, adesso, negli occhi. Sguardo fiero, senza paura. Saggio, per la tua età, memore delle storie mie e del nonno, dello zio. Furbo quanto basta, intelligente ancora piu'.

Adesso giochi bene e mi metti anche in difficoltà, adesso, in te, mi riconosco. Alfiere, torre, cavallo, regina. Ora giochi e ti fai rispettare. Ricordati pero' figlio mio, puoi anche perdere. Scacco. Non ti fidare mai di chi hai davanti, non ti fidare sempre di chi pensi amico. Ancora Scacco. Non ti fare prendere dall'ansia nei momenti difficili che magari non avevi previsto. Ragiona.

Bene, cosi. Continua. Non far vedere che ti trema la mano. Quello mai. Appena puoi, fai vedere che ci sei anche tu e che non ti fai mettere sotto. Bravo, cosi. Sono in scacco io adesso. Complimenti. Non sono il tuo maestro o meglio, non hai ancora imparato da me. E no... non ancora.

Sospiro per un attimo, mi stropiccio gli occhi. Sorrido amaro. Perdi la regina. Mossa sbagliata, mi spiace. Hai lasciato il pezzo, non puoi piu' tornare indietro.

Eh si lo so. Perdere la tua regina fa male. La tua donna. Succede, giocando. E non farti distrarre da questi eventi. Ti capiterà spesso, forse, di perdere la donna che ami. Si cresce, si diventa uomini. Non mostrarti mai abbattuto. Soffri, se vuoi.

Ma in silenzio... o confidati solo con chi ti sta a cuore.

Perdi anche il cavallo. No. Non si fa cosi. Ragiona. Sempre. Anche quando sei sotto pressione. Figlio mio, segui i consigli di Papa'. Stai tranquillo, pensa a te stesso, per un po', fino a quando non hai qualcuno. Pensa a te. Se stai bene, puoi scalare qualunque cima. Ma solo se stai bene. Sii un po' egoista ogni tanto, non fa male.

Scacco. Stai attento. Non ti agitare. Fuori un alfiere (bishop). Non imprecare. Rispetta Dio. Lui c'e' e ti puo' aiutare. Abbi fede. Stai con il cuore in pace. Mettiti in pace con te stesso, trova la tranquillità, pianifica. Ce la fai a rimettere tutto a posto se veramente hai giocato con la testa ed anche un po' con il cuore.

Mi prendi un alfiere. Sono sotto scacco. Mi prendi un cavallo. Ancora sotto scacco. Ora mi agito io. Ma io sono esperto, anziano.

Ti vedo già maturo. Sono io che son cresciuto adesso.

Fuori la mia regina. Scacco matto, hai vinto. Bravo, hai vinto con tuo padre. Sono orgoglioso. Sei piu' bravo di me.

Rigiochiamo?

Torniamo a fare filosofia

E ci siamo. Torniamo a fare filosofia, come una mia amica mi ha chiesto. Non è mica facile, ci vuole un pensiero, ci vuole qualcosa che mi faccia diventare serio. O meglio, ci vuole qualcosa che mi renda triste. La tristezza è fonte di pensiero, la felicità, ovvio, è fonte di spensieratezza, da cui svelato l'arcano...

Niccolo' e i Problemi della Repubblica

Ebbene si, scusate la mia prolungata assenza, ho cercato anche io di evitare di essere contagiato in questo mio blog personale dalla euforia mondiale, ma in fondo si sa che la palla e' rotonda, gli italiani sono italiani e quindi prima o poi, con loro si va a parlare di calcio. Potrei parlarvi della vittoria 2-0 con il Ghana, potrei parlarvi delle prodezze di Kingson che piu' di una volta ha sbarrato la strada ai nostri (tanti) tentativi di segnare l'1-0 prima e il 2-0 poi. Per fortuna che ci ha pensato il buon Vincenzino Iaquinta dopo essere passato per spezzato (aialacaviglia).

Ma non era questo quello che volevo sottolineare in questo post. La nostra cara partita e' stata decisa dal due persone: Pirlo e Lippi. Lungi da me fare complimenti a Lippi, gobbo integralista, ma bisogna dare a Cesare quel che e' di Cesare.

Ma non volevo sottolineare neanche questo, volevo parlarvi di due persone e due storie parallele: Niccolo' (Pirlo Jr) e Davide (Lippi Jr).

Mentre il secondo chiaccherava con un conoscente nel suo albergo (ahime') prima di andare (ahime') a vedere la partita dalla tribuna o chissa' da quale parte dello stadio dedicato agli extra vip (ahime'), pare che qualcuno abbia allungato le mani sul suo borsello (ahime') facendo sparire il borsello in toto con tanto di pass (ahime') e carte di credito (ahime'). Chissa' che dispiacere e delusione, sopratutto dopo che ha telefonato per bloccare le carte ed ottenuto una copia del pass. Si sara' poi spaparanzato in tribuna o chissa' dove per godersi il trionfo del Papa'.

D'altro lato, invece, il caro Niccolo', il vero salvatore della Repubblica. Da casa sua, in Italia, ha confessato Andrea ad un giornalista, il suo figliuolo ha telefonato al padre chiedendogli un gol. E allora Papa' Andrea, su una azione che e' scaturita da calcio d'angolo, ha preso palla, si e' abbarbicato in un simil dribbling al limite dell'area, ha inarcato la schiena come insegnano a scuola calcio e ha lascaiato partire il sogno di suo figlio, facendolo arrivare direttamente a destinazione, in basso a destra, oltre il portiere, dentro il sacco.

Non so se la sua soddisfazione sia maggiore per il gol o per avere realizzato il sogno di suo figlio.

Magari, ne siamo sicuri, e' stata il primo gol dell'Italia in questo mondiale.

Comunque sia, speriamo che Davide perda piu' borselli, che Niccolo' faccia piu' telefonate a suo Papa' e che magari lo stesso fanciullo telefoni al nostro Presidente del Consiglio, indicandogli cosa e come fare. :)))